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Nei giorni 14 e 15 marzo 2015 si è svolto a Ragusa il Convegno regionale M.E.I.C. organizzato congiuntamente con la F.U.C.I. sul tema: Ambiente e Territorio:quale strategia per il futuro. Sabato 14 Marzo,  aperti i lavori della prima sessione  alle ore 11.00 dalla Presidente del Gruppo Meic di Ragusa, Elisa Dipasquale, cui ha fatto seguito  l’introduzione  di Annalisa Coltraro, incaricata regionale della Fuci, e la lectio magistralis, connotata da un approccio biblico-teologico al tema, di padre Cesare Geroldi SJ. ha moderato i lavori Anna Giulia Marino, Presidente della Fuci di Caltagirone. Alle 15.30 “La tutela dell'ambiente tra principi generali e regole di settore” di Ugo Salanitro, Professore Ordinario di Diritto Privato comparato presso l’Università di Catania, subito dopo  “La Tutela dell’ambiente: una sfida per l’educazione e la formazione” di Fabio Caporali, già Professore Ordinario di Ecologia agraria nell'Università della Tuscia e Coordinatore nazionale dell'Osservatorio “ Ambiente ed Ecologia” del MEIC e alle 17.30  “Sostenibilità ambientale in Sicilia: quali priorità?” di Giuseppe Rossi, Professore Emerito di Costruzioni Idrauliche e Marittime e Idrologia presso l’Università di Catania. Domenica 15 Marzo alle 9.30,la Tavola Rotonda su “Organizzazione sociale e tutela dell’ambiente”, introdotta e moderata da Luigi D’Andrea, Vice Presidente nazionale del MEIC,  Antonella Leggio, imprenditrice, che ha illustrato “I criteri di rispetto ambientale applicati alla gestione di un'impresa”; Raffaele Falconieri, Dirigente della Polizia provinciale di Ragusa, che ha dato il suo contributo su “La gestione illegale dei rifiuti e conseguenze per la nostra salute”; Renato Meli, Direttore dell'Ufficio della pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Ragusa, che ha avanzato “Proposte concrete di consumo critico e sostenibile” e Grazia Corallo, del medesimo Ufficio, che ha affrontato la questione de “L'uomo custode del creato: il ruolo dei cristiani”. Alla fine l'intervento di  Paolo Baroni, Vice presidente nazionale Fuci, e di  Beppe Elia, Presidente nazionale Meic. Alle 13.00, a concluso i lavori Marinella V. Sciuto, Delegata regionale MEIC.

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01_Prima_Sessione
02_Prof._Ugo_Salanitro
03_Prof._Fabio_Caporali
04_Prof._Giuseppe_Rossi
05_Tavola_Rotonda_Iª_parte
06_Tavola_rotonda_IIª_parte
07_interventi_e_conclusioni

Composta nei primi anni del Novecento dal fine musicista nonchè sacerdote Pietro Branchina, nativo di Adrano (CT) e oltretutto organista dell’allora Chiesa di San Giovanni Battista,  era  inizialmente  concepita  per essere  cantata a due voci, da tenori e bassi, allineandosi ai gusti musicali di sapore ottocentesco dell’epoca. Eseguita per moltissimi anni dallo stesso Branchina durante gli otto giorni che precedono la festa di Agosto, venne portata avanti anche dal suo successore, l’indimenticato M° Nicolino Leone, sino al 1980, anno in cui lasciò l’incarico di organista della Cattedrale.

Nel Gennaio 1981 venne chiamato all’organo della Cattedrale il M° Giovanni Arestia, musicista ragusano che vantava un curriculum di tutto rispetto, il quale non ebbe perplessità nel prendere le redini di una mansione tanto prestigiosa come quella di organista titolare. Tra le prime cose che il  M°Arestia volle affrontare, vi fu anche la questione legata alla Novena, molto impegnativa non solo per chi la doveva cantare, ma anche per chi la doveva accompagnare all’organo. Lo stesso Arestia, quando si insediò, data la sua esperienza e sottigliezza d’ingegno, capì che la Novena poteva abbellirsi, nulla togliendo alle difficoltà già proprie della Novena stessa, aggiungendo al tenore e ai bassi già ideati dal M° Branchina, una terza voce, che potesse così giocare in maniera armonica con la prima e seconda voce, appunto i tenori e i bassi. Tutto ciò al fine di dare nuovi colori ed effetti che vanno dal liturgico al teatrale. A questa prima rivisitazione ne seguì,negli anni a venire, una seconda che vide l’inserimento di qualche soprano, di ulteriori contralto e di qualche altro basso, scelti da Arestia dalla corale polifonica della Cattedrale, che era sorta nel frattempo. Questa sua acuta intuizione rese così la Novena ancora più bella, più sontuosa e più coinvolgente, la stessa che è possibile ascoltare ancora oggi. In atto gli interpreti della Novena sono: Tenore: Giovanni D’Avola; Soprano: Heike Shenk; Soprano e Contralto: Nella Patanè; Contralti: Mariuccia Giummarra, Carmela Leggio, Cettina Antoci; Bassi: Pippo La Cognata, Giovanni La Licata, Vincenzo Falzone, Emanuele Brugaletta, Giorgio Lo Cirio, Giorgio Occhipinti e  Carmelo Cavalieri. È doveroso ricordare due interpreti molto importanti che hanno caratterizzato la novena di San Giovanni in questi ultimi 33 anni: il compianto tenore Franco Trovato (deceduto alcuni anni fa), una voce assai conosciuta e apprezzata nel panorama ragusano e non solo. La sua voce e il suo ricordo in Cattedrale rimangono indelebili soprattutto nell’interpretazione della settima strofa della Novena, che vede note di difficile esecuzione data la tessitura alta (sopra il pentagramma). Questa rivisitazione della Novena fu sposata totalmente dall’allora cappellano della Cattedrale, il sacerdote Carmelo Leggio (parroco emerito della Chiesa SS. Ecce Homo di Ragusa), che ne fu interprete Non bisogna limitarsi alle parole, bisogna infatti dare spazio anche a emozioni e a suggestioni formidabili. Sentire dal 1981 questa Novena rivisitata ed eseguita con parsimonia dal M° Giovanni Arestia, che dialoga con l’eccelso organo Serassi della Cattedrale e con le voci che interagiscono con lui, dà sì all’ascoltatore la sensazione di una fusione della musica con l’architettura, con le pitture e con gli stucchi, ma prima di tutto, lo induce ad isolarsi con il cuore

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Novena_S_Giovanni_Battista_RG

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